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CORONAVIRUS: I CONSIGLI DI RIMBORSAMITU

Tra i tanti disagi che il coronavirus sta causando nella quotidianità di ciascuno di noi, vi è pure la situazione di quanti si trovavano a dover viaggiare in questi giorni. La situazione è in continuo divenire e districarsi tra le varie indicazioni contrastanti, può risultare davvero difficile. Gli utenti si trovano a vivere una situazione di caos in cui non sanno se sia sicuro viaggiare, se rischiano di essere messi in quarantena una volta giunti a destinazione, o quali siano i diritti di chi decida di non usufruire più dei voli a suo tempo prenotati.   Negli ultimi giorni siamo stati sommersi di chiamate a tal proposito ed è per questo che abbiamo deciso di fornire alcuni consigli di facile consultazione. Una prima distinzione va senz’altro fatta tra chi si è visto cancellare il volo e chi invece, a causa delle notizie che costantemente giungono, ha deciso autonomamente di non partire. I passeggeri vittima di cancellazione, infatti, potranno senz’altro richiedere il rimborso del prezzo del biglietto. Una situazione più controversa riguarda invece quei casi in cui si decida autonomamente di non partire. Anche in questo caso bisogna distinguere a seconda che il volo tocchi o meno zone indicate come folocai attivi. Infatti, mentre ci sentiamo di affermare che nessun rimborso spetti a chi aveva prenotato un volo con partenza e destinazione per zone per nulla intaccate dal virus, qualche spiraglio può invece aprirsi per quei voli che coinvolgono città in cui siano presenti casi di coronavirus. La situazione è in continuo divenire e gli enti deputati si stanno affrettando per chiarirla. Diverse Compagnie aeree nei giorni precedenti avevano emanato comunicati stampa attraverso cui facevano sapere che i voli sarebbero stati regolarmente effettuati e che quindi non sarebbe spettato alcun rimborso nel caso in cui la rinuncia dipendesse da una scelta autonoma del passeggero.

Nei primi giorni a seguito dell’arrivo del coronavirus in Europa, Ryanair ed Easyjet avevano, ad esempio, negato chiaramente di voler corrispondere il rimborso a quei passeggeri che avevano scelto di non partire.

Sulla vicenda è successivamente intervenuta l’ENAC , che ha cercato di fare chiarezza sul punto stabilendo che “i passeggeri che sono in possesso di biglietto aereo il cui volo è cancellato, i passeggeri che, pur non avendo subito la cancellazione del volo, sono comunque soggetti alle restrizioni di Paesi terzi imposte nei confronti delle persone che provengono o che abbiano soggiornato in Italia negli ultimi 14 giorni e i passeggeri che per ordine delle Autorità sono soggetti a misure di contenimento dell’epidemia da Covid19 e che quindi non possono usufruire del biglietto aereo  hanno diritto al rimborso del prezzo del biglietto da parte del vettore”. Infine, a dirimere ancor di più la questione, è intervenuto il decreto legge sul coronavirus, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di lunedì 2 marzo, il n. 9/2020. In particolare, l’articolo 28 del Dl 9/2020, prevede la possibilità di rinunciare al viaggio senza perdere i soldi del biglietto, stante «sopravvenuta impossibilità», prevista dall’articolo 1463 del Codice civile. La norma contiene inoltre un elemento insolito, ossia la previsione secondo cui è concessa l’opzione del voucher, che si è resa necessaria per non incidere in maniera eccessivamente negativa sugli operatori, i quali a causa del coronavirus stanno già vivendo una situazione di difficoltà Si potrà pertanto parlare di impossibilità sopravvenuta per quei viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio per come sono state individuate dai decreti del Presidente del Consiglio (Dpcm) emanate in base al primo Dl sul coronavirus, il 6/2020 del 23 febbraio. Resta però chiaro che essendo la situazione in divenire, le aree individuate dal decreto saranno oggetto di continuo aggiornamento. Un’ultima incertezza permane però sul periodo interessato dal summenzionato decreto. La norma prevede il diritto al rimborso a partire dal 23 Febbraio 2020, siano alla data dell’8 Marzo 2020. Pare che però non siano da escludersi ulteriori interventi legislativi in merito, in dipendenza dall’evoluzione della situazione.  

COSA CONSIGLIAMO QUINDI?

  • i passeggeri a cui è stata comunicata la cancellazione possono senz’altro richiedere il rimborso del prezzo del biglietto;
  • i passeggeri con voli da o per città non coinvolte dal coronavirus, se scelgono in autonomia di non partire, non possono richiedere il rimborso;

i passeggeri con viaggi che prevedono partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio per come sono state individuate dai decreti del Presidente del Consiglio (Dpcm) emanate in base al primo Dl sul coronavirus, il 6/2020 del 23 febbraio, possono 

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