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VOUCHER? L’ENAC DICE NO!

 

A tal proposito l’entrata in vigore della L.27/2020, che ha convertito il c.d. Decreto Cura Italia, ha inizialmente portato un po’ di caos in materia.

Nonostante il lento ritorno alla normalità, il settore dei trasporti aerei ancora fatica a tornare alla situazione pre covid.

Se dal punto di vista operativo si sta lentamente tornando a volare come nel passato, dal punto di vista dei diritti dei passeggeri, regna ancora il caos.

A seguito della legge di conversione del Decreto “Cura Italia”, con cui il legislatore ha introdotto la facoltà per il vettore aereo di emettere un voucher del valore del biglietto aereo, in luogo del rimborso, non sono mancate le prese di posizioni contrarie.

Tale intervento legislativo è apparso già da subito in contrasto con quanto previsto dal Regolamento comunitario 261/04 , il quale rimette al passeggero la scelta tra voucher o rimborso.

La stessa Commissione europea ha recentemente intrapreso una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, per aver ristretto illegittimamente i diritti riconosciuti dal diritto comunitario ai viaggiatori.

Adesso l’Italia avrà 60 giorni di tempo per rispondere alla procedura d’infrazione, ma da quanto trapela il Governo non è intenzionato a un dietrofront. Pare infatti che l’Italia voglia confermare la norma, estendendo la durata del voucher a 18 mesi e concedendo al contempo la facoltà di richiedere il rimborso dopo 12 mesi.  

Più recentemente, è intervenuto altresì  l’Ente nazionale per l’Aviazione Civile rendendo noto di

avere richiamato i vettori operanti in Italia al rispetto del Regolamento comunitario n. 261 del 2004 che tutela i passeggeri nei casi di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa”.

L’ENAC è inoltre intervenuto su un altro aspetto di fondamentale rilievo, sottolineando come, dal 3 Giugno non vi siano più restrizioni sulla circolazione, per cui  le cancellazioni operate da tale data siano da imputarsi a “scelte imprenditoriali dei vettori aerei”.

Quest’ultima precisazione, svolta dall’ente più autorevole in materia di trasporto aereo, sembrerebbe lasciar intendere come ai passeggeri, in caso di cancellazione, non solo spetti il rimborso del biglietto, ma possa altresì spettare la compensazione pecuniaria.

Alla luce del quadro descritto, ci sentiamo di confermare la possibilità di pretendere il rimborso del biglietto da parte del passeggero, nonché, per le cancellazioni  successive al 3 Giugno 2020, la possibilità di richiedere la compensazione pecuniaria.

 

 

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